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I 5 errori da evitare con la compensazione del credito IVA
Lunedì 16/02/2026
a cura di AteneoWeb S.r.l.
La compensazione credito IVA rappresenta uno dei polmoni finanziari più importanti per le PMI italiane. Poter utilizzare un'eccedenza d'imposta per abbattere il versamento di altri tributi o contributi (la cosiddetta compensazione "orizzontale") è un vantaggio competitivo in termini di liquidità.
Tuttavia, il legislatore ha progressivamente stretto le maglie dei controlli, introducendo paletti sempre più rigidi e il rischio di commettere errori formali o sostanziali è altissimo. Un passo falso non comporta solo il recupero del credito, ma sanzioni pesanti e il blocco delle attività compensative. Ecco i 5 errori da evitare assolutamente per gestire correttamente la compensazione credito IVA. 1. L’utilizzo del credito prima dei termini Uno degli errori più comuni riguarda la tempistica. L’errore da evitare: utilizzare il credito IVA in compensazione orizzontale prima che siano trascorsi i tempi tecnici dalla presentazione della dichiarazione. Il credito IVA maturato al 31 dicembre 2025 può essere utilizzato in compensazione con altre imposte e contributi (compensazione “orizzontale” o “esterna”), già a decorrere dalla scadenza del 16 gennaio 2026 (codice tributo 6099 – anno di riferimento 2025), ma solo fino al limite massimo di 5.000 euro. Ma la compensazione dei crediti IVA (sia annuali che trimestrali/TR) per importi superiori a 5.000 europuò essere invece effettuata solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell'istanza da cui emerge il credito. 2. Dimenticare o sottovalutare il "Visto di Conformità" Il secondo potenziale errore della compensazione credito IVA riguarda la sua mancata certificazione. L’errore da evitare: compensare importi superiori ai 5.000 euro annui senza aver richiesto l'apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione IVA. Per i crediti che superano la soglia dei 5.000 euro, è obbligatorio che un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro o responsabile del centro di assistenza fiscale) certifichi che i dati esposti in dichiarazione corrispondano alle risultanze delle scritture contabili. Esistono, è vero, delle semplificazioni per i contribuenti con punteggi ISA (Indici Sintetici di Affidabilità) elevati (punteggio pari o superiore a 8), che possono elevare la soglia di esenzione dal visto fino a 50.000 euro. Tuttavia, l'errore commesso da molte imprese è dare per scontato il mantenimento di tale premialità o non verificare correttamente il superamento della soglia nel calcolo cumulativo dell'anno. È bene ricordare che la Dichiarazione IVA annuale (quella che "rigenera" il credito 2025) può essere inviata solo a partire dal 1° febbraio 2026. Questo significa che, tecnicamente, la compensazione per importi superiori a 5.000 euro non potrà mai avvenire prima di metà febbraio (10 giorni dopo il 1° febbraio), rendendo di fatto impossibile l'uso del credito "eccedente" nel modello F24 con scadenza 16 gennaio o 16 febbraio (se non si è rapidissimi nell'invio). 3. Compensare in presenza di debiti iscritti a ruolo o carichi pendenti Il legislatore ha introdotto un principio di "moralità fiscale" molto rigido: non puoi usare un credito verso lo Stato se hai debiti scaduti verso lo stesso. L’errore da evitare: effettuare una compensazione credito IVA se si hanno debiti tributari iscritti a ruolo per importi superiori a determinate soglie. La Legge di Bilancio 2026 prevede il divieto di utilizzo di crediti di imposta in compensazione in presenza di ruoli scaduti per imposte erariali di importo complessivamente superiore a 50.000 euro. Ove l’ammontare dei carichi affidati all’agente della riscossione sia superiore a 1.500 euro ma non superiore a 50.000 euro, trova applicazione l’art. 31 D.L. n. 78/2010. 4. Superare il limite massimo alla compensazione Per la compensazione di crediti (unitamente ai rimborsi a soggetti intestatari di conto fiscale), l’art. 34, comma 1, Legge n. 388/2000 prevede un limite attualmente pari a 2 milioni di euro. L’errore da evitare: effettuare una compensazione credito IVA che, anche cumulativamente con altre, superi il limite annuo dei 2 milioni di euro. Ricordiamo che il limite in commento, che riguarda anche i crediti IVA, sia annuali sia trimestrali, si applica:
5. Utilizzare l’home banking per l’invio del modello F24 compensato (anche non integralmente) Le deleghe F24 contenenti compensazioni di tributi devono essere trasmesse esclusivamente attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate (Entratel, Fisconline), L’errore da evitare: compensare crediti con modalità non consentita. Ai sensi dell’art. 37, comma 49-ter, DL n. 223/2006, l’Agenzia Entrate può sospendere fino a 30 giorni l’esecuzione dei mod. F24 contenenti compensazioni “a rischio”, per finalità di controllo. La gestione della compensazione credito IVA è diventata un'attività che richiede analisi accurate ed una precisione chirurgica per evitare imprevisti che facciano incorrere in accertamenti e sanzioni. |
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